formazione sound healing

Il Training in Sound Healing è nato dalla mia esperienza, acquisita in tanti anni, e dalla volontà di condividerla.

Fatico sempre a rispondere alla domanda “insegni a suonare le campane tibetane?”, per vari motivi. Per la mia visione, infatti, sicuramente non commerciale, entrare nel mondo del Sound Healing è qualcosa che richiede tempo e delicatezza.

Negli anni, infatti, ho compreso che ci sono alcuni aspetti che desidero trasmettere in modo incisivo, per questo si parla di Metodo Sound Wonders, non perchè ci siano cose inedite mai viste.

Partiamo dal primo aspetto: nessuno si inventa nulla, quasi mai.
Andando a cercare qua e là ci renderemo subito conto che le tecniche che vengono insegnate come avvenieristiche, hanno quasi sempre radici molto lontane.
Me ne sono resa conto, per fare un esempio, con la tecnica del Mix Singing, che insegno negli incontri individuali di canto, che segue principi che hanno tutto a che fare con alcuni principi derivanti dall’Ayurveda. Eppure il Mix Singing sembrava essere un approccio futuristico e rivoluzionario… invece è meravigliosamente connesso alla storia dell’uomo ed alla sua energia.

Non divago oltre. Torno al primo punto fondante:

La differenza la fa la modalità con cui si assorbono e poi si trasmettono le conoscenze.

Il secondo punto, forse il più importante:

l’Operatore del Suono è un Facilitatore. Non c’è Ego che tenga, non c’è un “a me piace così” aprioristico. Non c’è un “guardami nella mia splendidosità”. Niente di tutto ciò. C’è la comprensione che siamo un tramite. Niente di più, niente di meno… e non è poco. Spogliarsi del proprio Ego nel momento in cui entriamo in sessione, è un gran lavoro e non è scontato. Ma questo è.

Il terzo punto riguarda l’insieme di valori che il facilitarore, secondo la mia visione, porta in sessione.

Questi sono tutti ben racchiusi nelle parole del Saluto Universale.
Non ho mai fatto mistero di quanto il Saluto Universale sia per me importante, ne ho musicato la mia versione che puoi trovare QUI .

Il quarto punto è la risposta alla domanda ” insegni a suonare i gong?”, “fai corsi sulle campane di quarzo?” ecc… Prima di avvicinarsi allo strumento, per me è importante abbracciare una ricca parte teorica e legata alla connessione con la scienza e come questa si intrecci anche alla spiritualità del Suono nella visione olistica.

Quando ci si avvicina al suono si vuole solo praticare, suonare i tamburi sfogando il proprio Ego, immaginandosi provetti percussionisti senza avere però le basi teoriche ed affidandosi unicamente all’istinto. Tutto bello e da accogliere, ma c’è molto di più da sapere prima. E questo di più può portare l’Operatore sonoro a fare la differenza.

Il quinto punto di conseguenza è connesso alla tecnica.

Il corpo dell’Operatore è come fosse il battente di grande qualità di un tamburo. O il batacchio di una campana o la malletta di un Gong. Il corpo dell’Operatore è la matita. Lo studio della tecnica permette di essere una matita meravigliosa, fatta di materiali pregiati e di grandissima resa qualitativa.
Ma chi tiene in mano quella matita? Chi è il soggetto che suona? Chi in realtà muove la sessione, il vero suonatore, è un altro.

Infatti, se l’Operatore è facilitatore, il vero Suonatore è colui che mi piace chiamare “Mistero”. Quel Qualcosa composto dall’energia dei presenti e da un’energia superiore che si connettono insieme e si esprimono attraverso la famosa matita di cui parlavamo.

Da qui, il sesto punto.

Essere Sound Healer è rispondere ad una chiamata. Misteriosa.

La mia formazione in Sound Healing, in italiano potremmo chiamarla Suonoterapia, non è molto commerciale, difficilmente mi vedrai condurre weekend in moduli. Ma è completa per quanto la sua durata (circa 150 ore) mi permette di completarla.

Se vuoi tutte le informazioni a riguardo, vai a sbirciare sulla pagina dedicata: potrai prenotare da lì la CALL CONOSCITIVA GRATUITA attraverso cui capire se per te è il percorso giusto oppure no.

Ti aspetto!